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Perchè Bologna si chiama così?

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Un tempo, gli Etruschi avevano costruito in Padania delle città legate fra di loro da amicizia. Una di queste città si chiamava Felsina e si trovava appena al di qua dei monti Appennini. A Felsina viveva Atteste, un ricco signore.
Atteste non era tanto cattivo ed era capace capace ogni tanto di gesti di generosità, ma se qualcuno dei suoi amici aveva qualcosa che lui non aveva, nel suo stomaco e nel suo cervello girava e rigirava l’invidia, che non gli dava pace fino a che non era riuscito ad ottenere quello che desiderava.
Atteste aveva per amico un altro ricco signore che aveva un figlio giovane e bello, chiamato Locumone.Un giorno capitò che il ricco signore si ammalò e Atteste andò a trovarlo e gli promise che, nel caso la malattia si fosse aggravata, lui avrebbe aiutato Locumone nella gestione del patrimonio paterno.
Povero Atteste, aveva le migliori intenzioni di questo mondo, ma quando l’amico morì, si accorse che il giovane Locumone era molto più ricco di lui. Si accorse anche che Arisa, la ragazza di cui Locumone era innamorato, era molto bella.
L’invidia cominciò a mordere il suo stomaco e il suo cervello, a mettergli in bocca le parole giuste, e così convinse Locumone a dargli tutto il suo denaro. Poi tanto fece e tanto disse, che convinse i genitori d’Arisa a dargliela in sposa. La notte prima delle nozze Locumone e Arisa fuggirono insieme e il giorno dopo si presentarono ad un giudice di Felsina, raccontando la loro storia.
Il giudice si commosse, mandò a chiamare Atteste e gli intimò di restituire il denaro a Locumone, e decise che i due giovani avevano il diritto di diventare marito e moglie.
Atteste si arrabbiò, gridò e ne fece e ne disse di tutti i colori, ma non l’ebbe vinta. Allora l’invidia che stava nel suo stomaco e nel suo cervello diventò grossa grossa e Atteste meditò una crudele vendetta contro tutta la città. Aveva sentito parlare di un popolo che abitava lontano, al di là delle Alpi, che tutti dicevano molto bravo in guerra.
Decise di chiedere il loro aiuto e così una notte partì portandosi dietro, come dono per i nuovi alleati, il miglior vino delle sue cantine e molte ceste di salami, prosciutti, formaggi e frutta. Dopo giorni e giorni di viaggio raggiunse il villaggio del capo dei Senoni, uno dei popoli Celti.
Atteste fu accolto, raccontò la sua storia ai saggi della tribù e concluse dicendo: " Questi sono i frutti della mia terra. Se mi aiuterete ad avere giustizia, ve ne darò quanti ne volete." I Celti assaggiarono il vino e il formaggio, e poi il salame e il prosciutto e dissero: "Atteste, tu hai avuto torto a volere ciò che non ti era destinato, ma ci hai portato dei doni magnifici. Se esiste una terra che produce tali frutti, noi vogliamo andare a viverci."E così, tempo una settimana, tutti i celti Senoni più altre tribù loro amiche, fra cui i Boi, arrivarono a Felsina. Nel giro di pochi anni costruirono villaggi alle porte delle città etrusche e stavano così bene che non vollero più andarsene.
Infine gli etruschi decisero di tornare in Etruria, e di lasciare le città.
Allora i Boi andarono tutti ad abitare a Felsina, che da allora in poi fu chiamata Bononia.
Adesso noi la chiamiamo Bologna.
Ilaria Maria Preti
 

 

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