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Fabrizio Di Ferdinando
Parte oggi per l’Iraq a bordo di un C-130 militare - una missione
assistenziale dell’Umanitaria Padana diretta all’aeroporto di Talin, a
Nassyiria, portando due tonnellate di medicinali e viveri, destinati soprattutto
ai bambini iracheni. Tra gli aiuti figurano materiale igienico e sanitario, un’apparecchiatura
portatile per raggi x, oltre a pompe per l’acqua.
I viveri sono soprattutto alimenti nutrizionali per l’infanzia e latte in
polvere. Gli aiuti sono destinati parte a Nassiria e in parte a Baghdad. Insieme
a Sara Fumagalli, esponente dell’Umanitaria Padana e coordinatrice del
progetto “Guerrieri per la pace”, partiranno altri due soci dell’associazione:
il dott. Pietro Velio, vicepresidente dei Medici Padani, e Sergio Ferrero, che
è tra l’altro responsabile organizzativo della Lega Nord per la Val d’Aosta.
Abbiamo chiesto a Sara Fumagalli di raccontarci come è nata questa iniziativa.
«E’ nata parlando di tutt’altro, ossia di cinema: Sergio Ferrero, che di
professione fa il coordinatore di produzioni cinematografiche, alla luce di una
sua esperienza in Afghanistan ha esposto a Renata Galanti, coordinatrice dell’associazionismo
padano, la possibilità di una simile iniziativa in Iraq da unirsi ad un
progetto di aiuti in quel Paese.
Renata me ne voluto parlare in quel di Pontida, e così è nato il progetto “Guerrieri
per la pace” in cui l’Umanitaria è responsabile del progetto umanitario,
mentre la “Gabbiano Film” (questo il nome della casa cinematografica di
Massimo Spano), curerà la parte documentaristica e la realizzazione di un film
con vari patrocini istituzionali sull’impegno dei nostri contingenti in
Iraq.
Quello che stiamo compiendo - spiega Sara Fumagalli - è la prima missione
esplorativa che si concluderà il 12 agosto. Con noi ci sono anche Stefano
Rolla, produttore artistico e Giancarlo Carotenuto, operatore cinematografico
della Gabbiano film, che documenteranno il buon esito della nostra missione
umanitaria. Dopo questo primo viaggio la troupe cinematografica (i cui
componenti operano come volontari della nostra associazione) con Sergio Ferrero,
si fermerà in Iraq per un periodo molto più lungo e laggiù farà da nostra
base avanzata, per mantenere i rapporti con le popolazioni e le autorità
locali, per ricevere e smistare altri aiuti che manderemo. Si tratta insomma di
due obiettivi che agiscono in sinergia».
Come si articolerà la missione?
« Si svolgerà in più fasi: la prima appunto dell’aiuto e dell’assistenza.
Sonderemo in loco le necessità più pressanti per rendere mirati i nostri
invii. La seconda è quella della formazione per la creazione di opportunità di
sviluppo in loco. In questo ambito intendiamo selezionare trenta ragazzi per un
corso di formazione professionale bimestrale in Lombardia in campo sanitario,
per il quale abbiamo già l’adesione di enti pubblici e privati. Quando i
ragazzi rientreranno in Iraq arricchiti professionalmente, saranno loro stessi a
contribuire alla crescita e al benessere della loro popolazione. Questo è
quello che intendiamo noi per “aiutare i popoli a casa loro”».
In Iraq sarete scortati?
«Alloggeremo in una base militare, dormendo come gli altri nei sacchi a pelo.
Non sappiamo molto di quanto ci aspetta e comunque vi aggiorneremo strada
facendo».
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