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Il dramma dello Sry Lanka;
Sara Fumagalli |
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Cari Amici,
ricorderete che i primi di agosto, appena tornata dallo Sri Lanka, Vi avevo inviato un'accorata
denuncia circa i massacri di innocenti nel conflitto in corso nel Nord dell'Isola.
La situazione non è affatto migliorata e Vi aggiorno sulla situazione, dicendovi un po' di cose
che ho appreso da testimonianze dirette, ma che intendo avvalorare anche con altre fonti... per i
più scettici...
Premetto che alla nostra Onlus non interessa alcunché delle motivazioni politiche delle Tigri Tamil
o del Governo Cingalese, ma continuiamo a voler credere che uno Stato dovrebbe distinguere tra
terroristi o guerriglieri che dir si voglia e missionari, donne, vecchi e bambini innocenti,
rifugiati in un luogo di culto, in una scuola o in un ospedale... ma in Sri Lanka non si fa alcuna
differenza né in teoria, né in pratica e lo dico avendolo constatato di persona.
Vi consiglio innanzitutto di dare un'occhiata a questa pagina di Asianews
http://www.asianews.it/geo.php?l=it&geo=44 e
seguenti.
Ad esempio, il racconto di Nisha,
coordinatrice di zona del Jesuit Refugee Service, sulla fuga dei civili da Mutur, è pressochè
lo stesso che ho sentito con le mie orecchie dalla Madre superiora del Convento e Orfanotrofio Santa
Teresina di Mutur, da noi ristrutturato dopo il disastro dello tzunami ...cosa da niente, possiamo
dire oggi, rispetto alla furia degli esseri umani, eppure quanto rumore allora e quanto assordante
silenzio adesso!
Soprattutto coloro tra voi che in vario modo ci hanno aiutato per il nostro progetto " In soccorso
dei popoli colpiti dallo "tzunami" saranno felici di sapere che le nostre sorelle carmelitane e le
nostre piccole orfane di Mutur sono riuscite a mettersi tutte in salvo nell'Orfanotrofio Carmelitano
di Trincomalee, anch'esso oggetto di nostro intervento, in collaborazione con la Protezione Civile
Italiana.
Ma la fuga da Mutur è stata tutt'altro che facile.
Infatti, dopo che l'adiacente Parrocchia di Sant'Antonio era stata
bombardata, pochi giorni dopo la nostra partenza, un bimbo di 8 anni, Arabindan, era rimasto
ucciso, le suore hanno tratto in salvo le bimbe camminando per due giorni in mezzo ai bombardamenti,
vedendo morire molte persone intorno a sé e trovando provvidenziale rifugio in una scuola per la
notte.
Le Suore, da me raggiunte telefonicamente, hanno definito testualmente un "miracolo" l'essere
riuscite ad attraversare la regione di Mutur sotto il fuoco dei mortai senza alcuna perdita umana
e, piangendo, hanno ringraziato per le "medaglie miracolose", le immagini della Regina della Pace e
i rosari benedetti che, tra le altre cose, avevamo regalato pochi giorni prima alle bimbe e alle
suore. Giro di cuore questo ringraziamento a quelli tra voi che hanno fornito questo materiale
insieme a preziose benedizioni e preghiere. Grazie anche da parte di Jennifer, una bimba di 8 anni, orfana di padre e
abbandonata dalla madre, che una dolcissima suora aveva già salvato una volta, riscattandola da una
zia violenta che a soli 5 anni la riempiva di lavoro e di botte, di cui la bimba porta ancora il
ricordo e segni permanenti. Oggi tutte le nostre bimbe sono sfollate e non hanno più nulla, eccetto un
trauma in più nel loro precoce bagaglio di esperienze dolorose e un sempre maggior bisogno di aiuto
e di amore. Per quanto riguarda le donazioni finanziarie, abbiamo ovviamente soprasseduto
ai progetti di ampliamento su Mutur e stiamo provvedendo a dirottare gli ultimi fondi raccolti per
lo Sri Lanka sulle strutture di Trincomalee, in particolare all'orfanotrofio femminile delle Sorelle
Carmelitane Apostoliche e all'orfanotrofio maschile dei Padri Oblati, soprattutto per provvedere
alle necessità più impellenti dei nuovi arrivi. (A proposito, se qualcuno di voi volesse
contribuire, il conto corrente è sempre il n°5080 c/o Banca Provinciale Lecchese ABI 05015 CAB
22900 CIN W).
Continueremo infatti ad occuparci dei missionari cattolici nel Nord Est dello Sri Lanka, mentre
loro non smetteranno di occuparsi dei più piccoli, soli ed indifesi, vittime innocenti di una guerra
senza regole, anche a rischio della propria vita e nel silenzio del mondo.
Non ci credete? leggete un po' qui:
"Andiamo verso la morte nel silenzio e nell'isolamento più totale": è l'appello inviato ad AsiaNews
da un gruppo di sacerdoti cattolici, con cui supplicano la comunità internazionale di venire in
soccorso agli abitanti della penisola di Jaffna. L'urgente appello è indirizzato "alla coscienza
mondiale, da Jaffna, prostrata nella guerra". ..."Forse che il mondo vuole tacere, dimenticarsi, non
prendersi cura di noi? Come può la comunità internazionale - soprattutto l'Unione Europea, la
Conferenza dei donatori per lo Sri Lanka, gli inviati di pace ... - rimanere indifferente mentre
persone innocenti e disarmate vengono uccise? Vi preghiamo: agite in tempo e salvateci".
Se vi va di documentarvi un po' di più, sul sito di Asianews troverete il testo completo di questo
articolo ed altri ancora e scoprirete che anche in questi giorni di agosto, mentre tanti turisti
occidentali se ne stavano a prendere il sole sulle belle spiagge cingalesi più A Sud, ignari e
indifferenti come la gran parte del mondo, nel Nord della Repubblica Socialista dello Sri Lanka sono
continuati i bombardamenti sulle chiese, molti altri bambini, donne, operatori umanitari inermi
ed innocenti sono stati uccisi, un sacerdote è stato arrestato e di lui non si hanno più notizie....
Troverete gli appelli umanitari di Jesuit Refugee Service, Minority Right Group, Caritas
international... per l'impossibilità di operare e portare aiuto ai rifugiati.
Scoprirete che le 61 ragazzine uccise in un raid aereo il 14 agosto scorso, non erano ribelli, ma
partecipanti ad un corso di pronto soccorso, come accertato dall'Unicef e da alcuni rappresentanti
internazionali per il monitoraggio del cessate-il-fuoco, smontando la difesa costruita dall'esercito
cingalese.
Apprenderete dei difficili pellegrinaggi dei cattolici alla Nostra Signora di Madhu e alla Nostra
Signora di Lanka, delle pacifiche manifestazioni di protesta dei preti Tamil, leggerete gli appelli
del Vescovo di Jaffna, del Nunzio apostolico in Sri Lanka, dell'Asian Human Rights Commission e
infine di Amnesty International per la scomparsa di Padre Jim e del suo assistente, ad opera,
si dice (come per le tante misteriose "sparizioni" che avvengono in Sri Lanka), della Marina
Militare.
E' vero, qualcuno potrebbe dirmi, che di sacerdoti e di cristiani ne stanno rapendo e uccidendo in
massa anche in Iraq - anche questo, peraltro, ve lo confermo da fonti dirette - ma almeno in Iraq
queste cose oggi non le fa il Governo in carica e da quelle parti nessuno di voi sta pensando di
prenotarci una vacanza...
Perchè tanto silenzio sul conflitto nel Nord dello Sri Lanka? Lascio a voi le risposte...
Solo il Santo Padre, nella Solennità dell'Assunzione il 15 agosto scorso, ha ricordato pubblicamente
al mondo intero, insieme alle guerre in Iraq e in Terra Santa, anche lo Sri Lanka e questo
nonostante la Chiesa si trovi a dover gestire in quel Paese la delicata partita legata alle proposte
di legge anticonversione, che vorrebbero mandare tutti i missionari cristiani in galera, depositate
dai buddisti fondamentalisti (ci sono anche quelli, lo sapevate? io fino a poco tempo fa non lo
sapevo) al governo.... il primo firmatario della più rigida è oggi anche Primo Ministro del Paese.
E così credo di aver risposto anche alle solite accuse di silenzio della Chiesa puntualmente
rivoltemi dai miei amici "mangiapreti"...
A questo punto concludo col solito appello.... fate girare le informazioni per quanto in Vostro
potere e chi ha la grazia della fede, preghi.
E magari dite ai vostri amici e conoscenti di non andare più in vacanza in Sri Lanka, almeno fino a
che quel governo non imparerà che cosa sono i diritti umani e la libertà religiosa!
Cordialmente, Vostra Sara Fumagalli
Coordinatrice
Umanitaria Padana Onlus
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