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Paolo parla del viaggio avventuroso del suo popolo
(che egli chiama i Vinili) e, |
| “...usciti dalla Scandinavia, con Ibor e
Aione che li guidavano giunti nella regione che si chiama Scoringa, vi
si fermarono per alcuni anni. |
   
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In quel tempo, Ambri e Assi, capi dei Vandali
opprimevano con la guerra ogni terra vicina, e, esaltati dalle molte
vittorie |
” pretendevano insomma che anche i
Vinili (o Longobardi) pagassero tributi di sottomissione ma questi
ultimi fecero sapere ai Vandali che erano pronti a combatter, piuttosto
che sottomettersi  |
     
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Paolo
Diacono cita anche un racconto su Wotan, e Frea che lui definisce
“ridicolo”: |

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 WOTAN |
“…i Vandali, andati da Wotan, gli chiesero la vittoria sui Vinili.
Egli disse che avrebbe dato la vittoria a quelli che avessero visto per
primi il sorgere del sole Gambara (la madre di Ibor e Aione), allora, si
avvicinò a Frea, moglie di Wotan, e le diede questo consiglio: che le
donne dei Vinili si acconciassero i capelli sciolti davanti al volto a
somiglianza di barbe, e che, di prima mattina, si presentassero con gli
uomini, e si disponessero per farsi vedere da Wotan, tutte in riga,
verso oriente, proprio nella parte dove egli era solito guardare dalla
finestra; e così fu fatto. Vedendole, Wotan esclamò, mentre sorgeva il
sole: “Chi sono questi Longobardi?”. Allora Frea gli ricordò che, avendo
dato loro il nome, doveva dare anche la vittoria” e così Wotan fece . |
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Paolo però precisa: “E’ certo che i Longobardi,
mentre originariamente erano stati chiamati Vinili, furono poi chiamati
così dalla lunga barba che non tagliavano mai. Infatti, nel loro idioma,
lang significa lungo, e baert, barba. Wotan, poi, con l’aggiunta di una
lettera in seguito chiamarono Gwuodan, è proprio quello che dai Romani è
chiamato Mercurio, ed è adorato come dio da tutte le genti della
Germania. Si narra che esistette non durante i tempi di cui racconto, ma
ben precedentemente, e neanche in Germania, ma in Grecia”. |
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