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Re Alboino
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cartina della
Scandinavia
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Strabone, un geografo greco dell’epoca, e
Velleio Patercolo, uno storico romano, li qualifica come “popolo
più fiero persino della fierezza germanica”.
Anche Tacito, un altro storico, li ricorda
mettendone in rilievo la bellicosità e lo scarso numero.
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Paolo scrisse nel suo
Historia Longobardorum (storia dei Longobardi):
”Ascese al monte (Alboino) più alto di quei luoghi
e da lassù contemplò, fin dove poté giungere lo sguardo, le terre
d’Italia…”.
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Questi sono i monti
dove salì Alboino |
Clicca sulle domande per avere le risposte
Ma chi erano i
Longobardi?
Ma perché si spinsero fino qua?
Cosa
dice Paolo degli altri popoli?
Il monaco descrive molte cose, per esempio “dove
vive il popolo degli Scritofinni ( o
Scrito-Wini) si ciba di carni crude, la neve non manca neanche d’estate
e usano coprirsi con pelli villose di un animale,
abbastanza simile al cervo (la renna). Dice poi che in quei luoghi “al
tempo del sostizio d’estate, si vede per alcuni giorni una luce
chiarissima anche di notte…” mentre “mi fermai nella Gallia
Belgica (grosso modo la regione che, stando fra la Senna e il Rodano, si
estende fino alla Svizzera), nel luogo chiamato Villa di Totone
(Probabilmente l’attuale Thionville) , misurai la dimensione della mia
ombra, e trovai che era di 19 piedi e mezzo. E così, inversamente,
quanto più ci si accosta al sole andando verso Mezzogiorno (e cioè a
sud) tanto più brevi gradualmente si vedono le ombre”. |