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Con i bambini ci vuole pazienza |







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La nostra è ancora una società a misura di adulto, e lascia poco spazio ai
bambini. Per raccontare le favole padane ai bambini, a radio Padania libera, ho
dovuto cercare delle raccolte scritte di registrazioni fatte, soprattutto negli
anni settanta, fra gli anziani.
Bisogna essere grati a chi ha fatto questo
lavoro di raccolta e catalogazione, altrimenti avremmo perso tutte quelle storie
che si sono tramandate solo oralmente per secoli, ma colpisce che questi libri
di favole popolari siano stati scritti solo per studiosi specializzati nella
materia.
Sembra che, dopo aver raccolto le favole, le abbiano messe in
naftalina, per studiarle ben bene, togliendole allo scopo per cui erano nate,
vale a dire essere raccontate ai bambini. Le hanno, insomma, preparate per
essere messe in una bella bacheca sotto vetro in cui possano essere guardate, ma
non toccate. Proprio come si faceva una volta con i giocattoli troppo belli: li
si regalava ai bambini, e poi si impediva loro di toccarli.
Quasi con crudeltà,
i bambini erano portati ad odiare i loro stessi inavvicinabili giocattoli. Sono
molti i campi in cui gli adulti hanno messo sotto vetro le cose belle destinate
ai bambini. Oltre le favole, anche la buona musica per bambini ha subito lo
stesso destino., come se non li si ritenesse degni di ascoltare. Nemmeno a
scuola è più fatta ascoltare la buona musica. Quando, quasi sempre per caso, i
bambini si trovano ad ascoltare, si pretende da loro un comportamento da adulti,
con un silenzio rapito ed una postura adatta, che gli rovinerà il gusto e la
gioia di sentire la musica per sempre.
I bambini hanno altri modi di apprezzare
il bello. Possono magari continuare a far volare un aeroplanino mentre ascoltano
un'aria di musica classica, condendolo con il classico rumore d'incidente fatto
con la bocca. Non serve dir loro di stare zitti e ascoltare, ma bisogna
lasciarli fare. Domani o dopodomani ci chiederanno di ascoltare ancora quella
bella musica e in poco tempo saranno in grado di andare ad un concerto stando
zitti, non perché siamo noi a chiederglielo, ma perché sono concentrati ad
ascoltare una cosa bella. E' solo una questione di pazienza, di disponibilità
nostra e di capire che i bambini hanno diritto ad un mondo che si adatti al loro
modo di essere, e ai loro ritmi, che sono più molto più lenti dei
nostri.
Una lunga e tranquilla infanzia, con ritmi lenti e dominata dall'allegria e
dalla gioia, è una delle basi per una vita felice da adulti.
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