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Maggio 2002
Proprio
la settimana scorsa leggevo, che tanti bambini in estate restano fino a tarda
notte a guardare i film dell’orrore alla televisione. Il giornalista si
chiedeva giustamente: "Ma le famiglie lasciano fare?".
La nostra è un’associazione di famiglie ed è
quindi normale che ci si
chieda cosa facciano i genitori di fronte a questo problema.
Al giornalista risponderei che la maggioranza
dei genitori lotta duramente contro la tv, e ognuno di noi lo sa bene, anche se
i bambini vanno a letto prima delle dieci. Il problema, però, non sono i
programmi trasmessi dopo la mezzanotte: nessun genitore di buon senso lascia il
telecomando a portata di bambino a quell’ ora. Non fosse altro perché la
stragrande maggioranza delle reti trasmettono scene di sesso hard o la solita
cartomanzia in diretta.
Il problema reale sono gli spezzoni dei film
per adulti trasmessi durante i cartoni animati, la pubblicità che è trasmessa
durante i programmi per bambini, la mancanza di uno spazio reale, delimitato
chiaramente, per i programmi per bambini, ma anche lo strano modo di intendere,
da parte dei programmatori, ciò che è adatto ai bambini e ciò che non lo
è.
L’accusa maggiore va Mtv, un canale
veramente inadatto ai bambini. Io per la verità già da qualche tempo, dopo aver
fatto tre
o quattro telefonate di protesta, l’ho semplicemente cancellata dal
telecomando.
Ma quante volte capita di lasciare trenta
secondi un bambino davanti a un cartone animato innocuo e scoprire un momento
dopo che sta guardando un telefilm con scene di sesso spinto o di violenza o
comunque spaventoso? La causa?
Troppo corto il momento di separazione fra il
cartone e il telefilm e l’indicazione stessa del telefilm come adatto ai
bambini quando invece non lo è.
La prima cosa che la tv deve fare, se
vuole aiutare le famiglie e i bambini, e non essere più per loro un problema,
è creare una trasmissione che abbia la stessa funzione di divisione fra tipi di
programmi che aveva Carosello. E che sia nello stesso modo casta e riposante. E’
questo che chiedono le famiglie. |