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I BAMBINI E LA PUBBLICITÀ
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La pubblicità è probabilmente l'esempio più eclatante dell'influenza negativa
della televisione sui bambini. Gli spot pubblicitari, essendo brevi, semplici e
ripetitivi rappresentano il genere più consumato dai bambini fin dalla più
tenera età. L'obiettivo della pubblicità era, in origine, quello di
informare dell'esistenza del prodotto e delle sue caratteristiche poi, con il
tempo, l'obiettivo è diventato quello di influenzare il pubblico per indurlo
all'acquisto senza tener conto delle caratteristiche del prodotto. Alcuni
sociologi hanno sottolineato come nella pubblicità vi fosse, in forma
implicita, l'apologia della società dei consumi e della cultura di massa (Stuart
Ewen, 1930). Il sociologo Philippe Breton (2000) nota come la pubblicità non
cerca soltanto di indurre la gente, con metodi più o meno corretti, ad
acquistare dei prodotti ma "legittima il sistema che la fonda, quella di un
consumo di massa..." . Oggi, i creatori degli spot pubblicitari si
avvalgono di tecniche raffinate di persuasione il cui obiettivo non è solo
quello di convincere all'acquisto con argomentazioni o ragionamenti, ma
"aprire una falla inconsapevole nello spirito del destinatario per
insinuarvi un'opinione, o provocare un comportamento, senza che lui se ne renda
conto" (Oliverio Ferraris e Graziosi). |
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