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3 I BAMBINI E LA PUBBLICITÀ 

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La pubblicità è probabilmente l'esempio più eclatante dell'influenza negativa della televisione sui bambini. Gli spot pubblicitari, essendo brevi, semplici e ripetitivi rappresentano il genere più consumato dai bambini fin dalla più tenera età. L'obiettivo della pubblicità era, in origine, quello di informare dell'esistenza del prodotto e delle sue caratteristiche poi, con il tempo, l'obiettivo è diventato quello di influenzare il pubblico per indurlo all'acquisto senza tener conto delle caratteristiche del prodotto. Alcuni sociologi hanno sottolineato come nella pubblicità vi fosse, in forma implicita, l'apologia della società dei consumi e della cultura di massa (Stuart Ewen, 1930). Il sociologo Philippe Breton (2000) nota come la pubblicità non cerca soltanto di indurre la gente, con metodi più o meno corretti, ad acquistare dei prodotti ma "legittima il sistema che la fonda, quella di un consumo di massa..."  . Oggi, i creatori degli spot pubblicitari si avvalgono di tecniche raffinate di persuasione il cui obiettivo non è solo quello di convincere all'acquisto con argomentazioni o ragionamenti, ma "aprire una falla inconsapevole nello spirito del destinatario per insinuarvi un'opinione, o provocare un comportamento, senza che lui se ne renda conto" (Oliverio Ferraris e Graziosi).
 

 Webmaster: Ilaria Maria Preti
Collaboratori: Francesca Corbella, dott. Giorgio Rivolta e i genitori padani.
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Morena Fassini
Fotografie: R.Romano,  G. Rivolta, G.Preti.
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Consulenza e aggiornamento dello staff a cura di Antonio Conte

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