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1) Introduzione Prima di tutto mi presento: sono un medico-psichiatra che opera nell’ambito del servizio sanitario dal 1987. Anche se non sono un "esperto" di educazione, tuttavia ho a che fare quotidianamente sia a livello professionale che come padre di famiglia nei problemi relativi all’educazione. Parlare oggi di "educazione" non è un compito facile. Ho accettato però l’invito di Ilaria a scrivere un articolo perché è un argomento importante soprattutto di questi tempi caratterizzati dal caos e dalla complessità. Questo breve scritto, che non ha certamente la pretesa di essere esauriente, ha la finalità di tentare di portare un po’ di chiarezza in una disciplina che ha dei risvolti teorici e pratici che coinvolgono tutti sia in ambito familiare che sociale. A me, che opero da diversi anni nel contesto della salute mentale, è capitato spesso di imbattermi in storie familiari difficili che i pazienti mi raccontano con un rimarchevole trasporto emotivo. In non pochi casi l’infanzia e l’educazione ricevuta hanno giocato un ruolo non secondario nella genesi del disturbo mentale che si è manifestato in età adulta. Questo perché le esperienze dell’età infantile, che rappresenta in un certo senso il terreno sul quale si modella la personalità, non vengono dimenticate dal nostro "Io"che immagazzina nell’Inconscio tutte le nostre esperienze passate senza peraltro cancellarle facilmente, come sottolineano gli psicoanalisti.
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