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Nel
374 Milano era la capitale della Liguria. Il vescovo di Milano, di tutta
la Liguria, e anche dell’Emilia si chiamava Aussenzio. Era un vescovo
buono, ma era vecchio e un bel giorno morì. Erano tempi in cui i
vescovi erano eletti, e così a Milano dovevano decidere chi doveva
essere il nuovo vescovo, ma non riuscivano a mettersi d’accordo. Ad un
certo momento, Ambrogio prese la parola e parlò così bene che un
bambino dalla folla cominciò a gridare:
"Ambrogio vescovo, Ambrogio
vescovo". In un attimo
tutti gridavano: "Ambrogio
vescovo". C’erano
però due problemi: Ambrogio non era battezzato, e non voleva fare il
vescovo.
Allora finse di accettare e pensò:
"Appena scende la notte, prendo la mula e scappo".Quando
arrivò sera, Ambrogio sellò la sua mula Betta e uscì da
Milano.Cavalcò tutta la notte al buio fra i boschi, e così non si
accorse che la mula aveva fatto il giro della città.
Al mattino, i milanesi lo trovarono
addormentato poco lontano dalla porta da cui era uscito e lo riportarono
in città in trionfo.
"Pazienza" pensò
Ambrogio" scapperò stasera". Alla
sera risellò la mula Betta e prese la strada dalla parte opposta a
quella della sera prima. Ma la mula fece il giro della città… al
contrario.
"Betta, tu lo fai
apposta" disse Ambrogio quando i milanesi lo ritrovarono.
"Questa sera prenderò la strada per Novara, che conosco bene.
Così non mi potrai imbrogliare."
La sera, infatti, Ambrogio prese la
strada per Novara. Quando fu in un villaggio senza nome, appena fuori
Abbiategrasso, la mula si fermò e non volle più proseguire.
Da lontano si sentivano i cavalli dei
milanesi che arrivavano.
"Cur Beta, Cur Beta (corri
Betta) " si mise a gridare Ambrogio. La mula non fece un
passo.Intanto però gli abitanti del villaggio guardavano stupiti lo
strano personaggio che gridava sul mulo. All’arrivo
dei milanesi capirono che si trattava del nuovo vescovo e decisero di
dare, in suo onore, un nome al loro villaggio.
Lo chiamarono "Curbeta",
ma adesso si chiama Corbetta e il giorno dopo, il 7 dicembre, Ambrogio
diventò vescovo.
Ma la storia non è finita:
S.Ambrogio diventò vescovo a causa di un bambino e di una mula, e
allora, ancora oggi, la notte del 7 dicembre, il santo corre sulle
strade della sua fuga su un cavallo bianco lasciando, appesi al
lampadario d’ogni casa in cui c’è un bambino, dei dolci.
La mula Betta, invece, la lascia a
casa.
Preti Ilaria Maria |