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Bambini, una volta questa favola era raccontata
usando i burattini. Nelle piazze, in estate, degli artisti montavano i
loro teatrini e facevano degli spettacoli… io ho fatto in tempo a
vederli tante volte, quando ero piccola, e adesso vi voglio raccontare
una delle loro storie.
C'erano una volta due grandi amici, Giovanni e
Pinin. Giovanni faceva l'aggiusta tutto: se in paese c'era un rubinetto
che perdeva oppure una bicicletta con la ruota bucata, Giovanni
l'aggiustava. Pinin invece faceva il robivecchi, comprava le cose
vecchie e rotte e le rivendeva dopo averle trasformate in qualcosa
d'utile.
Giovanni e Pinin passavano insieme tanto tempo
e fantasticavano su quello che avrebbero fatto se fossero diventati
ricchi… eh si, perché Giovanni e Pinin avevano un sogno in comune:
avrebbero voluto andare in cerca d'avventure, come i cavalieri antichi,
e avrebbero voluto battersi contro draghi, fantasmi, streghe e maghi
cattivi. Così passavano le giornate a lavorare e le serate a
fantasticare.
Un giorno però in paese successe qualcosa…
improvvisamente le cose smisero di rompersi: i rubinetti non
gocciolavano più, le tegole dei tetti non si spostavano più per il
vento, non c'era neppure più un secchio bucato da trasformare in un
vaso da fiori... Pinin e Giovanni non avevano più niente da fare…
forse erano stati troppo bravi ed avevano aggiustato troppo bene le cose,
oppure, come sospettò subito Giovanni, un mago aveva fatto un
incantesimo malvagio sul paese.
Giovanni e Pinin discussero a lungo sulla
questione e alla fine decisero che a combinare quel pasticcio, doveva
essere stato per forza un mago. Cercarono di avvisare gli altri abitanti
del paese: "Non è normale che non si rompa più neppure una
tazzina" dicevano.
Ma la gente rispondeva che, normale o no, era
contentissima di quella situazione e che loro due avrebbero fatto meglio
a fare qualche altro lavoro… eh si, bambini, ma quale? Le scarpe non si
consumavano e quindi non potevano fare i calzolai, i piatti non si
rompevano quindi era inutile fare i ceramisti, i bicchieri erano sempre
interi, quindi non potevano fare neppure i vetrai.
Pinin e Giovanni capirono che era arrivata la
loro occasione. E che solo loro due potevano andare a cercare il motivo
di questi strani avvenimenti.
E così un giorno dopo aver chiuse le loro
case, e dopo aver affidato le galline e il maialino alla vicina,
partirono per l'avventura…
Giovani e Pinin camminarono per giorni e giorni
mangiando le more che crescevano nei rovi a lato della strada, e facendo
piccoli lavoretti nelle fattorie che incontravano in cambio di un piatto
di minestra e di un posto per dormire la notte. Un pomeriggio sul tardi,
camminavano oramai da tutto il giorno su un sentiero che attraversava un
bosco fittissimo, Giovanni cominciò a lamentarsi…
"Pinin, dove dormiremo stanotte? Qui non
ci sono case. Pinin, cosa mangeremo stasera? Qua non c'è nessuno.
Torniamo indietro... Pinin... Questo bosco non mi piace. È già troppo
scuro…"
Giovanni tremava dalla paura: un conto è
parlare di combattere streghe e maghi e un conto è rischiare di
incontrarli sul serio…
Ma Pinin non voleva arrendersi e continuava a
camminare con un bel passo deciso, e Giovanni, per non restare da solo
in mezzo al bosco e perdersi, gli correva dietro.
Ad un tratto...zapatum... una saetta cadde in
mezzo al sentiero, proprio davanti a loro, facendo un gran fumo bianco…
"Pinin, sta attento, scappiamo, corri
corri Pinin…" gridava Giovanni, ma Pinin non si mosse da dove
era, e così Giovanni, dopo essere corso avanti e indietro sul sentiero
un bel po' di volte, si rassegnò a fermarsi in silenzio e a nascondersi
dietro un albero.
Quando il fumo si diradò comparve un signore
tutto vestito di nero, con un gran mantello e una tunica di seta blu.
" Sono il mago Gofanprot" disse con
una voce forte forte.
"Pinin, vieni via", gridava Giovanni,
ma Pinin, da vero coraggioso, resto lì, e disse:
"Ah si? Io non ho mai sentito parlare del
mago Gofanprot"
"Io sono il mago più potente del
mondo. Il mio castello è qui vicino, se voi avete bisogno di un posto per dormire
e di un piatto di minestra potete venire a casa mia." rispose il
mago.
"No no Pinin non accettare"
sussurrava Giovanni
"Io accetto, Giovanni. Non eri tu che
dicevi che non avremmo trovato un posto per dormire? Beh, ora l'abbiamo
trovato. Questo mago sembra una brava persona. Magari ci aiuta a
risolvere il problema delle cose che non si rompono più nel nostro
paese…"
"Io vi aiuterò, se voi mi aiuterete a
battere il mio nemico, il mago Gofaunslasc. E' un mago potente con cui
sono in guerra. Ha rinchiuso mia figlia nella torre del castello e mi ha
fatto promettere di non usare arti magiche per liberarla. Voi dormirete
nel castello e, se sarete coraggiosi, domani andrete a liberarla."
disse il mago.
E così, Pinin e Giovanni seguirono il mago
Gofanprot al suo castello dove fu loro offerta una buonissima cena, una
stanza calda confortevole e pulita, e la possibilità di passeggiare nel
giardino dopo cena.
"Io non posso restare con voi"
disse il mago" per non rischiare che il mago nemico mi accusi di
non aver rispettato le regole e l'incantesimo non si spezzi." E
sparì come era apparso.
Poi riapparì un momentino, e solo con la
faccia, e disse" mi raccomando, fate attenzione al Tamangi, non
voltategli mai le spalle. Appare solo alle spalle della gente e se la
mangia..." E …puf… Gofanprot sparì di nuovo.
Caspita, poveri Pinin e Giovanni, non se lo
aspettavano di dover affrontare un guaio simile, corsero subito in
giardino per vedere se riuscivano a scappare da quel castello in cui
appariva il pericolosissimo fantasma Tamangi. Ma, appena furono in
giardino, una specie di vapore bianco prese forma alle loro spalle e
stava già per avventarsi su Pinin, quando Giovanni si girò e lo vide,
gridò, e anche Pinin si girò:
"tamangi, tamangi" gridò il fantasma,
e sparì, per riapparire dopo un attimo alle spalle di Giovanni.
"tamangi!!" gridò Pinin,
vedendolo, e Giovanni si girò e gridò anche lui "tamangi!!".
Allora anche il fantasma gridò anche lui "tamangi!" e sparì.
I nostri amici decisero che era meglio
rientrare in casa dove sarebbero stati più al sicuro, ma, per poter
rientrare tranquillamente, nessuno dei due doveva voltare le spalle al
fantasma. Come fare? Ci pensarono su un attimo, poi si misero schiena a
schiena, e camminando un po' sbilenchi, un po' in qua e un po' in là,
riuscirono a rientrare nella sala da pranzo e a chiudersi dentro.
"Uff, meno male. Almeno qui quello strano
fantasma non c'è. Mangiamo e poi cercheremo una soluzione a questo
guaio." Disse Pinin.
Ma proprio mentre stavano mangiando tutte le
cose buone che c'erano sulla tavola, alle loro spalle, indovinate un po'?
Appare il fantasma Tamangi…meno male che i nostri amici lo videro
nello specchio appeso al muro. Pinin e Giovanni saltarono su gridando e
cominciarono a correre in giro per la stanza, uno di qua, uno di là.
"Aiuto aiuto", gridava Giovanni. "Gira su te stesso
velocemente Pinin, così Tamangi non può essere mai alle tue spalle"
gridò Pinin
E così si misero a girare velocemente su loro
stessi per non essere mangiati dal fantasma.
Ma, bambini, lo sapete cosa succede quando ci
si mette a girare velocemente su se stessi? La testa gira, si comincia a
barcollare e se c'è qualcosa di fragile vicino si finisce per romperlo…
E in quella stanza da pranzo di cose da rompere
ce n'erano tante… bicchieri, lampadari, cristalli, piatti, specchi…
e, gira gira, Pinin e Giovanni li stavano rompendo tutti.
Tamangi appariva e Pinin si metteva a
girare, tenendo le braccia tese, e... crash... rompeva un vaso cinese.
Tamangi spariva, e riappariva dietro Giovanni che si metteva a girare su
se stesso e, barcolla barcolla, rompeva tre piatti e una lampada….
Bambini, andarono avanti così tutta la notte e, al mattino, la sala da
pranzo era un cumulo di macerie, ma il fantasma Tamangi con la luce del
sole sparì.
"Ce l'abbiamo fatta ?" si chiesero
Pinin e Giovanni stanchi morti, seduti schiena a schiena, in mezzo a
quel disastro, " possiamo liberare la principessa e avere il nostro
premio?
Si alzarono, non ancora molto convinti, e si
diressero molto attentamente verso la torre del castello, salirono le
scale e le porte si aprivano tutte davanti a loro senza neppure toccarle.
Alla fine, arrivarono davanti alla porta della
principessa, che li salutò e li ringraziò per averla liberata…e in
quel momento riapparve per ringraziarli anche il mago Gofaunprot
"Vi sono così grata per il coraggio che
avete dimostrato passando la notte qui e salvandomi, che oso chiedervi
un altro atto di coraggio. Anche il mio fidanzato, il principe, è sotto
l'incantesimo del mago Gofaunslasc. Però i coraggiosi che mi hanno
salvata, potranno salvare anche lui... disse la principessa sbattendo
gli occhi supplichevolmente.
"Io da parte mia vi farò ricchi, vi
regalerò questo castello e tutti i beni che vi sono contenuti, se
renderete completa la felicità di mia figlia", disse il mago
Gonfanprot
Eh, bambini, Pinin e Giovanni erano tutti
contenti e, visto che avevano liberato la principessa, si sentivano
perfettamente in grado di liberare anche il principe, cosa poteva
esserci al mondo di più terribile del fantasma Tamangi?
"Certo, principessa, diteci dove è tenuto
prigioniero il principe e noi lo libereremo" disse Giovanni.
"Ma il principe è qui, nel castello, il
mago Gofaunslasc lo ha trasformato nel…fantasma Tamangi"
Come ci rimasero i nostri amici! Salvare il
fantasma Tamangi, con il rischio di essere mangiati in ogni momento? No,
no, non volevano più accettare. Avevano troppa paura di Tamangi.
Ma la principessa e il mago tanto dissero e
fecero che alla fine i due eroi accettarono.
"Per essere libero dall'incantesimo
bisogna che Tamangi rompa qualcosa. Se lui rompe qualcosa, anche
l'incantesimo sarà rotto. Il mago Gofaunslasc, ha inventato un trucco
per impedire che questo succeda: le cose non si rompono più, in tutto
il paese."
A quel punto i nostri amici capirono perché
erano rimasti senza lavoro, ma si resero conto anche che, nella sala da
pranzo, la notte prima avevano rotto un sacco d'oggetti…. Forse, se
avessero atteso in fantasma Tamangi in quella sala sarebbero
riusciti a fare qualcosa…
Aspettarono la sera e, quando arrivo
Tamangi,
ricominciarono a girare su loro stessi rompendo anche quello che la
notte prima si era salvato… ma non solo: mentre giravano lanciavano
contro il fantasma piatti, bicchieri e tutto quello che trovavano. Doveva,
però, essere il fantasma a rompere le cose e non loro... e il fantasma
non collaborava… Alla fine, però, stanco di essere bersagliato in
quel modo e molto arrabbiato, Tamangi prese al volo un piatto e lo
rilanciò verso Pinin, che lo schivò, e il piatto si ruppe sul muro….
Non appena il piatto si ruppe a metà…
zampete… Tamangi si sciolse e al suo posto comparve il principe…
La principessa arrivò subito insieme al mago
Gofanprot e arrivò anche l'arrabbiatissimo mago Gofaunslasc.
"Hai vinto tu stavolta" disse il mago
cattivo, "ma la prossima vincerò io" e sparì.
Il principe e la principessa furono tanto
contenti di rivedersi e i nostri Pinin e Giovanni diventarono
proprietari del castello. Finalmente, le cose ricominciarono a rompersi
come prima, ma oramai i nostri due amici erano ricchi grazie al mago
Gofaunprot e così decisero di riparare solo le cose che piacevano loro.
Cominciarono, naturalmente, da tutti quei piatti rotti nella sala da
pranzo.
Ilaria Maria Preti ( Favole per gli Orsetti) |