Gofanprot

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La favola dei più grandi maghi del mondo

Gofanprot
IL  CALZOLAIO POVERO
il paese dei gatti
Il quarto Re Magio
La grande campana della val Fiorentina
Mima il gigante
sovegn'si

Bambini, una volta questa favola era raccontata usando i burattini. Nelle piazze, in estate, degli artisti montavano i loro teatrini e facevano degli spettacoli… io ho fatto in tempo a vederli tante volte, quando ero piccola, e adesso vi voglio raccontare una delle loro storie.

C'erano una volta due grandi amici, Giovanni e Pinin. Giovanni faceva l'aggiusta tutto: se in paese c'era un rubinetto che perdeva oppure una bicicletta con la ruota bucata, Giovanni l'aggiustava. Pinin invece faceva il robivecchi, comprava le cose vecchie e rotte e le rivendeva dopo averle trasformate in qualcosa d'utile.

Giovanni e Pinin passavano insieme tanto tempo e fantasticavano su quello che avrebbero fatto se fossero diventati ricchi… eh si, perché Giovanni e Pinin avevano un sogno in comune: avrebbero voluto andare in cerca d'avventure, come i cavalieri antichi, e avrebbero voluto battersi contro draghi, fantasmi, streghe e maghi cattivi. Così passavano le giornate a lavorare e le serate a fantasticare.

Un giorno però in paese successe qualcosa… improvvisamente le cose smisero di rompersi: i rubinetti non gocciolavano più, le tegole dei tetti non si spostavano più per il vento, non c'era neppure più un secchio bucato da trasformare in un vaso da fiori... Pinin e Giovanni non avevano più niente da fare… forse erano stati troppo bravi ed avevano aggiustato troppo bene le cose, oppure, come sospettò subito Giovanni, un mago aveva fatto un incantesimo malvagio sul paese.

Giovanni e Pinin discussero a lungo sulla questione e alla fine decisero che a combinare quel pasticcio, doveva essere stato per forza un mago. Cercarono di avvisare gli altri abitanti del paese: "Non è normale che non si rompa più neppure una tazzina" dicevano.

Ma la gente rispondeva che, normale o no, era contentissima di quella situazione e che loro due avrebbero fatto meglio a fare qualche altro lavoro… eh si, bambini, ma quale? Le scarpe non si consumavano e quindi non potevano fare i calzolai, i piatti non si rompevano quindi era inutile fare i ceramisti, i bicchieri erano sempre interi, quindi non potevano fare neppure i vetrai.

Pinin e Giovanni capirono che era arrivata la loro occasione. E che solo loro due potevano andare a cercare il motivo di questi strani avvenimenti.

E così un giorno dopo aver chiuse le loro case, e dopo aver affidato le galline e il maialino alla vicina, partirono per l'avventura…

Giovani e Pinin camminarono per giorni e giorni mangiando le more che crescevano nei rovi a lato della strada, e facendo piccoli lavoretti nelle fattorie che incontravano in cambio di un piatto di minestra e di un posto per dormire la notte. Un pomeriggio sul tardi, camminavano oramai da tutto il giorno su un sentiero che attraversava un bosco fittissimo, Giovanni cominciò a lamentarsi…

"Pinin, dove dormiremo stanotte? Qui non ci sono case. Pinin, cosa mangeremo stasera? Qua non c'è nessuno. Torniamo indietro... Pinin... Questo bosco non mi piace. È già troppo scuro…"

Giovanni tremava dalla paura: un conto è parlare di combattere streghe e maghi e un conto è rischiare di incontrarli sul serio…

Ma Pinin non voleva arrendersi e continuava a camminare con un bel passo deciso, e Giovanni, per non restare da solo in mezzo al bosco e perdersi, gli correva dietro.

Ad un tratto...zapatum... una saetta cadde in mezzo al sentiero, proprio davanti a loro, facendo un gran fumo bianco…

"Pinin, sta attento, scappiamo, corri corri Pinin…" gridava Giovanni, ma Pinin non si mosse da dove era, e così Giovanni, dopo essere corso avanti e indietro sul sentiero un bel po' di volte, si rassegnò a fermarsi in silenzio e a nascondersi dietro un albero.

Quando il fumo si diradò comparve un signore tutto vestito di nero, con un gran mantello e una tunica di seta blu.

" Sono il mago Gofanprot" disse con una voce forte forte.

"Pinin, vieni via", gridava Giovanni, ma Pinin, da vero coraggioso, resto lì, e disse:

"Ah si? Io non ho mai sentito parlare del mago Gofanprot"

"Io sono il mago più potente del mondo. Il mio castello è qui vicino, se voi avete bisogno di un posto per dormire e di un piatto di minestra potete venire a casa mia." rispose il mago.

"No no Pinin non accettare" sussurrava Giovanni

"Io accetto, Giovanni. Non eri tu che dicevi che non avremmo trovato un posto per dormire? Beh, ora l'abbiamo trovato. Questo mago sembra una brava persona. Magari ci aiuta a risolvere il problema delle cose che non si rompono più nel nostro paese…"

"Io vi aiuterò, se voi mi aiuterete a battere il mio nemico, il mago Gofaunslasc. E' un mago potente con cui sono in guerra. Ha rinchiuso mia figlia nella torre del castello e mi ha fatto promettere di non usare arti magiche per liberarla. Voi dormirete nel castello e, se sarete coraggiosi, domani andrete a liberarla." disse il mago.

E così, Pinin e Giovanni seguirono il mago Gofanprot al suo castello dove fu loro offerta una buonissima cena, una stanza calda confortevole e pulita, e la possibilità di passeggiare nel giardino dopo cena.

 "Io non posso restare con voi" disse il mago" per non rischiare che il mago nemico mi accusi di non aver rispettato le regole e l'incantesimo non si spezzi." E sparì come era apparso.

Poi riapparì un momentino, e solo con la faccia, e disse" mi raccomando, fate attenzione al Tamangi, non voltategli mai le spalle. Appare solo alle spalle della gente e se la mangia..." E …puf… Gofanprot sparì di nuovo.

Caspita, poveri Pinin e Giovanni, non se lo aspettavano di dover affrontare un guaio simile, corsero subito in giardino per vedere se riuscivano a scappare da quel castello in cui appariva il pericolosissimo fantasma Tamangi. Ma, appena furono in giardino, una specie di vapore bianco prese forma alle loro spalle e stava già per avventarsi su Pinin, quando Giovanni si girò e lo vide, gridò, e anche Pinin si girò:

"tamangi, tamangi" gridò il fantasma, e sparì, per riapparire dopo un attimo alle spalle di Giovanni.

 "tamangi!!" gridò Pinin, vedendolo, e Giovanni si girò e gridò anche lui  "tamangi!!". Allora anche il fantasma gridò anche lui "tamangi!" e sparì.

I nostri amici decisero che era meglio rientrare in casa dove sarebbero stati più al sicuro, ma, per poter rientrare tranquillamente, nessuno dei due doveva voltare le spalle al fantasma. Come fare? Ci pensarono su un attimo, poi si misero schiena a schiena, e camminando un po' sbilenchi, un po' in qua e un po' in là, riuscirono a rientrare nella sala da pranzo e a chiudersi dentro.

"Uff, meno male. Almeno qui quello strano fantasma non c'è. Mangiamo e poi cercheremo una soluzione a questo guaio." Disse Pinin.

Ma proprio mentre stavano mangiando tutte le cose buone che c'erano sulla tavola, alle loro spalle, indovinate un po'? Appare il fantasma Tamangi…meno male che i nostri amici lo videro nello specchio appeso al muro. Pinin e Giovanni saltarono su gridando e cominciarono a correre in giro per la stanza, uno di qua, uno di là. "Aiuto aiuto", gridava Giovanni. "Gira su te stesso velocemente Pinin, così Tamangi non può essere mai alle tue spalle" gridò Pinin

E così si misero a girare velocemente su loro stessi per non essere mangiati dal fantasma.

Ma, bambini, lo sapete cosa succede quando ci si mette a girare velocemente su se stessi? La testa gira, si comincia a barcollare e se c'è qualcosa di fragile vicino si finisce per romperlo…

E in quella stanza da pranzo di cose da rompere ce n'erano tante… bicchieri, lampadari, cristalli, piatti, specchi… e, gira gira, Pinin e Giovanni li stavano rompendo tutti.

 Tamangi appariva e Pinin si metteva a girare, tenendo le braccia tese, e... crash... rompeva un vaso cinese. Tamangi spariva, e riappariva dietro Giovanni che si metteva a girare su se stesso e, barcolla barcolla, rompeva tre piatti e una lampada…. Bambini, andarono avanti così tutta la notte e, al mattino, la sala da pranzo era un cumulo di macerie, ma il fantasma Tamangi con la luce del sole sparì.

"Ce l'abbiamo fatta ?" si chiesero Pinin e Giovanni stanchi morti, seduti schiena a schiena, in mezzo a quel disastro, " possiamo liberare la principessa e avere il nostro premio?

Si alzarono, non ancora molto convinti, e si diressero molto attentamente verso la torre del castello, salirono le scale e le porte si aprivano tutte davanti a loro senza neppure toccarle.

Alla fine, arrivarono davanti alla porta della principessa, che li salutò e li ringraziò per averla liberata…e in quel momento riapparve per ringraziarli anche il mago Gofaunprot

"Vi sono così grata per il coraggio che avete dimostrato passando la notte qui e salvandomi, che oso chiedervi un altro atto di coraggio. Anche il mio fidanzato, il principe, è sotto l'incantesimo del mago Gofaunslasc. Però i coraggiosi che mi hanno salvata, potranno salvare anche lui... disse la principessa sbattendo gli occhi supplichevolmente.

"Io da parte mia vi farò ricchi, vi regalerò questo castello e tutti i beni che vi sono contenuti, se renderete completa la felicità di mia figlia", disse il mago Gonfanprot

Eh, bambini, Pinin e Giovanni erano tutti contenti e, visto che avevano liberato la principessa, si sentivano perfettamente in grado di liberare anche il principe, cosa poteva esserci al mondo di più terribile del fantasma Tamangi?

"Certo, principessa, diteci dove è tenuto prigioniero il principe e noi lo libereremo" disse Giovanni.

"Ma il principe è qui, nel castello, il mago Gofaunslasc lo ha trasformato nel…fantasma Tamangi"

Come ci rimasero i nostri amici! Salvare il fantasma Tamangi, con il rischio di essere mangiati in ogni momento? No, no, non volevano più accettare. Avevano troppa paura di Tamangi.

Ma la principessa e il mago tanto dissero e fecero che alla fine i due eroi accettarono.

"Per essere libero dall'incantesimo bisogna che Tamangi rompa qualcosa. Se lui rompe qualcosa, anche l'incantesimo sarà rotto. Il mago Gofaunslasc, ha inventato un trucco per impedire che questo succeda: le cose non si rompono più, in tutto il paese."

A quel punto i nostri amici capirono perché erano rimasti senza lavoro, ma si resero conto anche che, nella sala da pranzo, la notte prima avevano rotto un sacco d'oggetti…. Forse, se avessero atteso in fantasma Tamangi in quella sala  sarebbero riusciti a fare qualcosa…

Aspettarono la sera e, quando arrivo Tamangi, ricominciarono a girare su loro stessi rompendo anche quello che la notte prima si era salvato… ma non solo: mentre giravano lanciavano contro il fantasma piatti, bicchieri e tutto quello che trovavano. Doveva, però, essere il fantasma a rompere le cose e non loro... e il fantasma non collaborava… Alla fine, però, stanco di essere bersagliato in quel modo e molto arrabbiato, Tamangi prese al volo un piatto e lo rilanciò verso Pinin, che lo schivò, e il piatto si ruppe sul muro….

Non appena il piatto si ruppe a metà… zampete… Tamangi si sciolse e al suo posto comparve il principe…

La principessa arrivò subito insieme al mago  Gofanprot e arrivò anche l'arrabbiatissimo mago Gofaunslasc.

"Hai vinto tu stavolta" disse il mago cattivo, "ma la prossima vincerò io" e sparì.

Il principe e la principessa furono tanto contenti di rivedersi e i nostri Pinin e Giovanni diventarono proprietari del castello. Finalmente, le cose ricominciarono a rompersi come prima, ma oramai i nostri due amici erano ricchi grazie al mago Gofaunprot e così decisero di riparare solo le cose che piacevano loro. Cominciarono, naturalmente, da tutti quei piatti rotti nella sala da pranzo.

Ilaria Maria Preti  ( Favole per gli Orsetti)

 

cod fisc.93022250158

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