IL  CALZOLAIO POVERO

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IL  CALZOLAIO POVERO

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IL  CALZOLAIO POVERO
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C'era una volta un calzolaio che era tanto povero, ma così povero che non riusciva neppure a comprare del cuoio di qualità, per fare delle buone scarpe resistenti. siccome alla gente semplice non va di buttare il denaro per delle cose di cattiva qualità, questo calzolaio non aveva per clienti neppure i più poveri del villaggio, che gli preferivano il calzolaio più caro , ma che faceva delle buone scarpe che duravano per tanto tempo.. Eppoi, sapete, il nostro calzolaio mangiava così raramente e aveva così tanta fame arretrata, che non aveva mai le forze per finire il lavoro e consegnare le scarpe in tempo...

E così, spesso non riusciva neppure a vendere le scarpe ordinate perché gliele lasciavano lì.

Un giorno entrò nel suo negozio un signorotto di campagna che gli disse: " bada, il tuo collega non ha voluto farmi delle scarpe perchè ha troppo lavoro, ma io ho bisogno di un paio di scarpe nuove per domani mattina, perciò eccoti i soldi anticipati. Compra del buon cuoio e fammi delle scarpe questa notte. Mi raccomando però: se domani mattina non sono pronte, mi farai da servo fino a che non mi restituirai tutti i soldi che ti ho dato"

IL nostro calzolaio accettò subito la proposta e, presi i soldi, andò a comprare del buon cuoio, del filo resistente e tutto quello che serviva per fare le scarpe nuove al signore… Poi si mise al lavoro: tagliò la tomaia e la suola, e cominciò a lavorarle…intanto venne la sera e la pancia del calzolaio cominciava a brontolare per la fame. Eh si, bambini, lavorare senza aver mangiato è difficile, e così piano piano il calzolaio rallentò il ritmo… Erano le undici di sera e non aveva ancora finito. E intanto alla fame si aggiungeva la sonno: ad ogni punto che dava alla scarpa rischiava di pungersi e la testa gli ciondolava così tanto che faceva fatica a tenerla su. Una volta diede anche una bella testata sul bancone da lavoro.

Ad un certo punto, però, si addormentò, lì sul bancone da lavoro, mentre le scarpe erano finite solo a metà.

Alla mattina, quando il sole illuminò il bancone il calzolaio si svegliò di soprassalto. Si ricordò di non aver finito le scarpe e le cercò con gli occhi , per rimettersi al più presto al lavoro , prima che arrivasse il signore.

Ma le scarpe non c'erano più.. Guarda qui, guarda là, ecco le scarpe nella vetrina del negozio… e, bambini, erano perfettamente finite; c'erano i lacci di seta verde al posto delle stringhe e dei bellissimi ricami dorati sulle punte. Le scarpe erano perfettamente finite.

 Il calzolaio non credeva ai suoi occhi ma presto si convinse di essere stato così stanco e affamato da non ricordarsi di aver finito le scarpe prima di addormentarsi.

Quando arrivò il cliente, che festa… era tutto contento, e pagò le scarpe il doppio del prezzo pattuito e poi disse: "Visto che quando hai il lavoro lo fai bene, manderò i miei amici a servirsi da te.

Infatti al pomeriggio due signore molto ben vestite entrarono nel negozio ed ordinarono un paio di scarpe ciascuna , da farsi per l'indomani… Il calzolaio accettò, ma aveva paura di non farcela… si mise subito al lavoro e a notte fonda stava ancora cucendo le scarpe; ma, verso mezzanotte, la stanchezza era troppa e crollo addormentato un'altra volta sul bancone, mentre le scarpe erano ancora a metà.

La mattina dopo, appena si svegliò cercò le scarpe per mettersi al lavoro, e, sorpresa, le vide già finite e lucidate… in vetrina…

Le due signore furono così contente che mandarono altri clienti al nostro calzolaio…che così ricominciò a lavorare bene e a mangiare bene, e alla notte andava a dormire riposandosi il giusto.

Ma tutte le sere il calzolaio lasciava delle scarpe da finire sul bancone e la mattina dopo erano finite e lucidate, anzi, erano le più belle che faceva…

Questa storia andò avanti per dei mesi, all'inizio il calzolaio credeva di non ricordarsi di aver finito le scarpe, poi cominciò a capire che qualcuno finiva il suo lavoro, ma non voleva farsi domande su da dove venisse la sua fortuna.

Infatti aveva paura che il suo aiutante fosse il diavolo, e se si fosse saputo avrebbe perso di nuovo tutti i clienti, e avrebbe dovuto rinunciare a quella straordinaria fortuna.

Ma era troppo curioso , e la notte non riusciva a più a dormire , non più per la fame, però, ma per la voglia di sapere. "Se fosse il diavolo non mi finirebbe le scarpe" diceva fra sé e sé " non si è mai visto il diavolo che fa il bene dei poveri" e cercava di convincersi.

Insomma, sera dopo sera, alla fine vinse la curiosità e una notte, il calzolaio lasciò la porta del negozio socchiusa e si mise in attesa, per vedere chi era che gli faceva quelle belle scarpe.

E così , verso mezzanotte, la finestra si aprì ed entro un folletto non più alto di 30 centimetri, che si mise a lavorare e in un momento finì tutte le scarpe che erano state iniziate. Poi le mise in vetrina, pulì il laboratorio, e se ne andò dalla finestra come era venuto.

Da quella notte il calzolaio non ebbe più pace, continuava a pensare al folletto. Accettava di fare moltissime scarpe , le iniziava tutte e poi le lasciava lì non finite sul bancone , e il folletto le finiva sempre tutte, anche se erano centinaia.

"Se quel folletto lavorasse anche di giorno, invece che solo la notte, sai che fortuna sarebbe la mia…" pensava il calzolaio

eh si, perchè si dice che l'appetito viene mangiando; e il nostro calzolaio, che ora mangiava bene, aveva cominciato ad essere un po' avido e così una notte decise di catturare il folletto per obbligarlo a lavorare anche di giorno

preparò un gabbietta e un sacco e si mise in attesa. Quando il folletto ebbe finito tutte le scarpe e pulito il laboratorio, il calzolaio salto fuori e in un lampo infilò il povero folletto nel sacco.

poi prese il sacco e lo infilò tutto intero nella gabbietta, che chiuse a chiave aspettando che il folletto uscisse dal sacchetto.

"T'ho preso" gridò il calzolaio "adesso sei mio e devi esaudire i miei desideri. Il primo è che lavorerai per me anche di giorno"

"Ah" rispose il folletto." la fortuna che avevi non ti bastava. D'accordo: lavorerò per te se riesci ad indovinare di che colore sono le scarpe che indosso"

Solo che il sacchetto non in cui era ancora infilato a metà il folletto, non permetteva al calzolaio di vedere le scarpe, e così chiuse un attimo gli occhi per cercare di ricordare il colore delle scarpe del folletto quando era entrato dalla finestra. 

Ma proprio mentre era a occhi chiusi il folletto lanciò in aria una polvere magica la gabbietta si aprì e in batter d'occhio il piccoletto raggiunse la finestra e quando il calzolaio aprì gli occhi fece appena in tempo a vedere il folletto che scappava attraverso i campi in direzione della foresta canterellando:" chi troppo vuole, nulla stringe. Hai avuto la fortuna, e l'hai gettata via"

e da quel momento il calzolaio dovette farsi le scarpe da solo, e non vide più il suo prezioso aiutante segreto.

 

cod fisc.93022250158

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