| Una povera vedova
aveva cosi tanto lavoro da fare, per tirare avanti la famiglia, che la sera era
sfinita dalla fatica. I suoi telai
andavano avanti e indietro giorno e notte, senza mai fermarsi perché erano
tanti i figli da sfamare! Una sera che proprio non ce la faceva più, cominciò
a sospirare:
"O Madonna mia! Sono cosi stanca che, se
venisse qui il diavolo, gli darei l'anima, pur di farmi aiutare un
po'!"
Il diavolo, che è sempre in agguato, udite
quelle parole non si lasciò sfuggire l'occasione. Si precipitò dalla donna e,
occultando la propria natura infernale, si offrì di finirle il lavoro, ma si
fece promettere che, in cambio, lei sarebbe andata via con lui, a meno che non
fosse riuscita a scoprire chi era. La donna non ci pensò due volte e, per
stanchezza, non per malvagità, rispose di si .
Intanto pensava: "La risposta la
troverò, in una settimana!"
Il diavolo quindi si appartò nel bosco per
fare il lavoro. Mentre lavorava, cantava; tesseva e cantava:
"Chi e che fila e che fa su, il mio
nome e Balzabù. E se la sposa non sa niente, Balzabù sarà
contento!"
Intanto passavano i giorni e la vedova
cominciava a preoccuparsi perché l'appuntamento con quello strano signore si
stava avvicinando. Di sicuro era stata troppo incauta nell'accettare la sua
proposta. E ora, come avrebbe potuto sapere il suo nome? Ma la fortuna aveva
stabilito di dare una mano alla povera donna. Infatti, un uomo che era passato
dal bosco aveva sentito cantare quella singolare filastrocca e, senza pensarci,
l'aveva imparata a memoria.
"Chi e che fila e che fa su, il mio
nome e Balzabù" ripetè alla vedova fermandosi a chiacchierare sotto la
sua finestra. "C'era un uomo nel bosco che la canticchiava", disse,
"Un uomo che filava e tesseva come una donna e intanto ridacchiava tra sé.
Certo, il diavolo pensava ai momento in
cui avrebbe avuto l'anima della vedova come ricompensa. La donna non si lascio
sfuggire una sola parola, ma in cuor suo sapeva di aver trovato la risposta
giusta.
Arrivò il giorno stabilito per la consegna
del lavoro. Il diavolo si presentò puntuale e depositò il lavoro sul tavolo
della povera vedova. E, con lo sguardo trionfante, chiese:
"Chi sono io, bella
signora?"
"Voi siete Pietro!" disse la
donna.
"Eh no, cocchina mia, non mi chiamo
Pietro!"
"Allora siete Bartolomeo' "provò
lei.
"Ma no, bella mia" sghignazzò il
diavolo.
"Forse siete...siete...Balzabù?"
chiese tutto d'un fiato la donna.
"Ahhhhhhhhh!" Gemette la
brutta bestia, che non pensava di essere scoperta.
E così, tra fuoco, fiamme, odore di zolfo e
lampi scomparve sotto terra.
( Fiaba raccontata da Giovanni Braga di
Bizzozzero, Varese.)
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