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La volpe era al servizio del lupo, ma
non ne poteva più delle sue prepotenze e sognava solo di liberasene.
Un giorno che vagavano insieme per
i boschi il lupo, affamato come sempre, ordinò alla volpe di andare a
caccia di pecore. "Su, su, Pelorosso, trovami subito una pecora, sennò
mangio te" disse e la volpe, che era agile, entrò in un ovile e ne uscì
poco dopo con una bella pecora da dividere con il compare.
Al lupo però questo spuntino non
bastava ancora e così decise di fare lui stesso una visita all'ovile.
Ma a differenza della volpe, era lento e maldestro e la pecora scelta
per pranzo, belando a più non posso, fece accorrere il pastore che gliene
suonò cosi tante, da lasciarlo tramortito.
Quando poi il lupo riuscì a raggiungere
la volpe, la trovò distesa nel bosco.
La furbetta fingeva di stare male perchè
aveva capito che quello era il momento buono per liberarsi del lupo, che
adesso era cosi malconcio da non fare più paura a nessuno. Per scappare
da lì il più in fretta possibile, la volpe si fece portare in groppa. Aggrappata
al lupo moribondo, Pelorosso cantava:
"Aran,
aran, il malato
porta il san" e arrivata in un posto sicuro, tagliò la corda come
solo le volpi sanno fare, lasciando il lupo a morire da solo in mezzo
alla strada
Fiaba popolare di Maccagno
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