Tredicino italiano

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Tredicino in italiano

 (Milano 1871)

Tredicino (Milanes)
Tredicino italiano
La vulp e el luv (piemonteis)
La vulp e ul luf (bosino)
La olp e 'l luf (bergamasc)
la volpe e il lupo( it)
balzabù italiano
balzebù (milanes)
Balzabù (piemonteis)
berlich (bergamasch)

C'era una volta un uomo che aveva tredici figli, e che per questo veniva chiamato Il Tredicino, ma era molto povero e non sapeva come fare per dar loro da mangiare.

Un giorno, era proprio disperato, disse ai suoi bambini: "Andiamo in campagna, in qualche casolare, a vedere se c'è qualcuno che può darmi un po' di pane, qualcosa che si possa mettere sotto i denti"

L'uomo e i suoi bambini si incamminano e raggiungono presto una grande pianura piena di campi e là, in fondo, c'è un casolare con una corte, di quelle che ci sono nella campagna milanese, quadrate, chiuse dai muri e con l'aia al centro, come dei piccoli castelletti, in cui vivono tante famiglie spesso parenti fra di loro, con la stalla, le mucche e le galline, e anche con la loro chiesetta e il campanile. L'uomo e i suoi bambini entrano dal cancello principale e nell'aia incontrano una donna.

Il Tredicino subito le chiede se aveva qualcosa da dargli da mangiare, perchè aveva tredici figli, ma la donna risponde: "Oh pover'uomo,  mi rincresce ma adesso non posso darle niente, anzi dovete  nascondervi tutti, perchè se viene a casa mio marito, che l'Orco, è capace di mettersi a mangiare i suoi bambini".

(Immaginatevi, bambini che paura avevano i nostri amici)

"Dunque, prima bisogna che vi nasconda in cantina, e dopo darò da mangiare all' Orco. Poi, dopo, glielo dirò, e vi farò venire di sopra, e darò da mangiare anche ai suoi figlioli".

Difatti, il mago arriva a casa e subito dice: " Ucci, ucci, sento odore di cristianucci", ma la moglie subito gli serve il pranzo dicendo: " Mangia la tua cena, che qui non c'è nessuno"

Quando l'Orco fu ben sazio e tranquillo, la moglie confessò:" Si, caro mio; avevi ragione, prima, ho nascosto in cantina un pover'uomo con tredici figli. Di figli ne abbiamo anche noi, lo vedi. Dobbiamo dar da mangiare a quei poveri bambini lì."

E così, la buona donna, fa venire di sopra Tredicino e i suoi figli e da loro da mangiare. Quando ebbero finito, l'Orco dice alla donna: "Bene, adesso, metti tutti a dormire. Però, metti in testa ai nostri figli una cuffia bianca, e ai figli di Tredicino una cuffia rossa."

E così tutti i bambini vanno a dormire nella stessa stanza, i figli dell'Orco con la cuffia bianca e quelli di Tredicino con la cuffia rossa. Ma Tredicino lascia addormentare tutti i bambini , poi scambia le cuffie, e mette quelle bianche in testa ai suoi figli e quelle rosse in testa a quelli dell'Orco.

Al mattino l'Orco si sveglia va dai bambini, e alla luce del primo sole, prende tutti i bambini  con la cuffia rossa e li uccide. Poi va via , dicendo alla moglie:"Ho ucciso tutti i bambini di Tredicino. Preparameli per pranzo".

Tredicino, che era di guardia e aveva immaginato il tradimento che voleva fare l'Orco, prende i suoi bambini, li fa vestire, e poi via si mettono tutti a scappare.

La moglie dell'Orco, dispiaciuta, va a svegliare i suoi bambini, e li trova tutti morti. Allora, si mette a gridare. L'Orco la sente e corre a casa e lei gli dice: "Cosa hai fatto? Hai ucciso tutti i nostri figli!" Allora il mago si mette ad urlare, disperandosi, anche lui: "Ah maledetto d'un Tredicino! Ha capito che volevo uccidere i suoi figli, e ha scambiato le cuffie e così ho ucciso i mei"

E così, Tredicino continua la sua vita , ma ancora non sapeva come fare a vivere con tutti quei figli. Intanto un servitore del re che aveva sentito la storia di Tredicino , la racconta al suo padrone per vedere se si poteva fare qualcosa per aiutare Tredicino e i suoi figli.

E il Re gli risponde:" Senti, di a Trendicino che se è capace di andare dall'Orco e rubargli quel pappagallo, che gli appartiene e che mi piace tanto, gli darò molti soldi"

il servitore riverisce a Tredicino la proposta del Re e tredicino accetta, ma poi vien preso dalla paura e mormora fra sè e sè.:"o povero me, ma come farò? basta, proverò ad andarci quando non è in casa, forse riuscirò a rubarlo se c'è solo sua moglie".

E così Tredicino parte, e riesce nell'impresa perchè la moglie dell'orco era da sola in casa, ma mentre era lì con il pappagalo in manoi, pronto a portarlo via, arriva l'Orco, che si mette a gridare: "Ah sei qui adesso. Me l' hai già fatta una volta, e adesso vieni qui per farmela una seconda?"  Poi acchiappa  Tredicino, lo lega e poi dice alla moglie: "tienilo d'occhio mentre vado a prendere l'acquaragia, che volgio dargli fuoco.Tu intanto prendi questo bel legno e l'ascia, rompilo per bene. Così, quando vengo a casa, faccio un falò con quel legno e l'acqua ragia e ci brucio Tredicino."

La povera donna si mise a colpire il legno con l'accetta per farlo a pezzetti, ma non ci riusciva e faceva fatica perchè era un legno molto duro. Tredicino allora le dice:" Povera donna, slegami un momento che te lo taglio io. Dopo mi rilegherai, così, quando tuo marito arriva a casa trova la legna ben tagliata"
Torna a casa il mago per dargli fuoco, e vede che non ci sono più né il Tredicino, né il pappagallo. Allora, picchia la moglie, perché lo ha slegato e l’ha lasciato andare via, e fa un baccano del diavolo.
Nel frattempo, il Tredicino, va a portare il suo pappagallo al Re. E il Re, gli fa un gran bel regalo, che lo rese tanto felice. Gli dice: -“Adesso, devi farmi un altro piacere.
Desidero che tu vada là a rubargli la coperta che ha sul letto, che è piena di campanelli.”
“Accidenti, ma come faccio ad andare a prende una coperta tutta piena di campanelli ?”
“Eppure devi fare il possibile per andare a prenderla”.
Tredicino va. Va intanto che sua moglie (del Mago) era in cantina a fare i suoi mestieri; e lui, va di sopra adagio, adagio, con della bambagia; e stà là ad imbottire tutti i campanelli per non farli suonare e poi se li nasconde. Alla sera, il mago, va a letto; il Tredicino, lo lascia addormentare ben bene e poi comincia poco a poco a tirare, tirare.
Il mago, si sveglia e dice: -“Cos’è che mi tira giù la coperta?” – E il Tredicino, fa: -“Miao, miao!” – per far finta di essere un gatto. Lo lascia addormentare ben bene e poi a poco a poco riesce a tirargliela giù. E scappa con la sua coperta. Il mago, la mattina, cerca la coperta e non la trova più, da nessuna parte: -“Ah, quel furtante del Tredicino, che mi ha fregato per la terza volta. Se mi capita fra le mani….. solo che riesco ad averlo in mano, lo ammazzo, perché me ne ha fatte troppe.”
Il Tredicino, va dal Re. Il Re, gli dice: -“Bravo, ma sei proprio bravo, sei riuscito.
Adesso ti do una gran soma, così starai bene. Adesso devi farmi un altro piacere: allora sarai un signore. Devi fare in modo di portarmi il mago.”
“Ma come faccio ? perché se adesso il mago mi prende, mi ammazza! Basta, farò di tutto, per fargli anche questo.”
Pensa, si veste in modo del tutto diverso da quello solito, e mette una barba finta e poi va là.
Dice a sua moglie: - “Voi! Non c’è mica in casa vostro marito?”
“Sì, che c’è; adesso vado a chiamarlo subito.” – e il Tredicino, gli dice: -“Sono venuti qui per pregarvi perché ho bisogno di un piacere. Deve sapere, che ho ammazzato uno, che chiamano il Tredicino, e devo fargli la bara ma non ho assi per farla.
Sono venuto da lei per vedere se può darmi delle assi.”
Il mago, dice: - “Bravo, hai fatto bene ad ammazzarlo: ti darò subito le assi.
Vieni, vieni! Ti aiuterò anch’io a costruirla, la cassa, per metterci dentro quel birbante.
Gli da le assi e si mette assieme al Tredicino a costruire la cassa. E lui, il mago, è sempre restato lì a curarlo. L’ha preparata in modo da essere pronto a chiuderla.
Quando l’ha finita: -“Adesso mi sono fermato, perché non conosco mica la grandezza, per vedere se andrà bene. Mi pare, che sia grande come lei, il Tredicino.
Provi ad andar dentro lei, così avrò modo di vedere se è grande come lei.
Se va bene a lei, andrà bene anche al Tredicino.” – “Bene, aspetta, adesso vado dentro subito.
Guarda, guarda, che va bene.”
Una volta dentro, il Tredicino, gli mette il coperchio, e in un sol momento la chiude.
Però, gli aveva fatto dei buchi nella cassa per poterlo far respirare, perché doveva consegnarlo vivo al Re. Aveva vicino dei suoi amici per aiutarlo a portare la cassa.
Loro sono stati pronti e sono andati là per portarla alla corte del re.
L’hanno consegnata al Re, e il Re è stato così contento a vederlo, che è riuscito a consegnargli il mago vivo che gli ha dato una gran somma, che è bastata per farlo diventare un signore per tutto il resto della sua vita.

 

 

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