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dalla lettera agli orsetti padani di Vincenzo Spavone:
Ciao Ilaria,
sono entrato nel sito Orsetti Padani che trovo simpatico e molto articolato.
Ti invio pertanto in allegato, in primis, l'articolo che abbiamo pubblicato in occasione del 20 novembre, Giornata Internazionale dei Diritti dell'Infanzia, in cui - partendo dalle parole di un testo scritto tre anni fa da un Senatore - si evidenzia la struttura ed la consistenza del meccanismo che consente l'allontanamento dei bambini da uno o entrambi i genitori. Non ci stancheremo mai di ripetere che, pur nelle iniziali buone intenzioni, dietro questo meccanismo si è andata sviluppando una rete di interessi economici, politici e di potere - inteso anche come controllo sociale - molto ramificata e radicata in tutte le istituzioni.
Un modo concreto per aiutare - non solo noi  in quanto associazione -  potenzialmente TUTTE le famiglie , è quello di diffondere quanto più possibile informazione riguardo  tale meccanismo,  del richio cui  QUALUNQUE famiglia è soggetta, del pericolo che ne deriva, e del disastro sociale che determina.
Il meccanismo infatti può attivarsi  inaspettatamente nelle più svariate situazioni:
  • quando il/i genitori si rivolgono ai Servizi sociali o Sanitari per richiedere un sostegno di qualunque natura (economico, psicologico, socio-sanitario) in favore dei loro figli, confidando i loro problemi. Tali confidenze possono essere "interpretate" come disagio dei minori interessati, e "manipolate" come indice di inidoneità del genitore medesimo, trasformandosi così in "segnalazioni" inoltrate al Tribunale Minorile, che agisce di conseguenza senza necessità di interpellare la parte. Ripetiamo che a fronte del trinomio Assistenti Sociali-Psicologhe ASL-Tribunali Minorili, data la prassi vigente, la famiglia non ha alcuna possibilità di difesa essendo praticamente i loro figli collocati in posizione di ostaggio;
  • quando un genitore - prevalentemente quello affidatario - , in situazione di sparazione/divorzio conflittuale, "segnala" pretestuosamente presunti problemi del figlio derivanti dalla frequentazione o permanenza presso l'altro genitore, al fine di allontanarlo e spezzarne definitivamente il legame affettivo;
  • quando la "segnalazione" di presunto disagio dei bambini parte da un vicino di casa o parente o da qualunque altra persona che ha "conti" da regolare con la famiglia bersaglio;
  • quando la maestra, l'educatrice, il pediatra, il medico del pronto soccorso, addirittura i medici che assistono la madre in ospedale per il parto, o chiunque in veste istituzionale ha contatto diretto con i bambini , "interpreta" - sulla base di posizioni ideologiche o personalissime convinzioni nei confronti di quella particolare famiglia - i comportamenti del loro figlio come sintomi di disagio e/o abuso, oppure i comportamenti del/i genitore/i come "inidoneii",  fornendone segnalazione  ai Servizi Territoriali;
e può colpire chiunque, indipendentemente dal suo status socio-economico, dalla sua condizione familiare, dallo stile di vita.
Il "sistema tutela del minore" - costituito da Servizi Territoriali Socio-Sanitari preposti all'Infanzia e Tribunali Minori a loro volta strettamente collegati ed intrecciati con Centri Terapeutici, Centri per Accoglienza Minori, Associazioni per la Tutela del Minore, tutti finanziati con soldi pubblici - per alimentare e legittimare se stesso, necessita della materia prima: i minori dasagiati appunto. Quando non ci sono bisogna inventarli.
In altre parole questo "Sistema",  prendendo a pretesto casi  reali la cui prevenzione e soluzione  è totalmente fallimentare, determina o inventa di sana pianta decine di migliaia di casi "problematici" per poterli poi gestire. Salvo poi lasciare al loro destino una volta  maggiorenni quei minori  strappati alle loro famiglie e divenuti veramente "disagiati" dopo anni di istituto - dove il più delle volte subiscono REALI abusi e violenze  senza che si sappia nulla -, o inviati in affido da una famiglia all'altra come pacchi postali.  Taccio, per non dilungarmi ulteriormente, circa l'avviamento di questi poveri bambini , effettivi DESAPARECIDOS, sul mercato delle adozioni.  
Mi fermo qui. E ribadisco quanto già detto a Milano: oltre al sostegno diretto, in termini di orientamento e di supporto psicologico, che la GESEF  fornisce ai genitori direttamente coinvolti in simili procedure, ritengo altresì essenziale riunire le forze per diffondere informazione e per smantellare alla base questa tirannide.

 

 Vincenzo Spavone - Presidente GESEF
 

 Webmaster: Ilaria Maria Preti
Collaboratori: Francesca Corbella, dott. Giorgio Rivolta e i genitori padani.
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