sono entrato nel sito Orsetti Padani che trovo simpatico e molto
articolato.
Ti invio pertanto in allegato, in primis, l'articolo che abbiamo
pubblicato in occasione del 20 novembre, Giornata Internazionale dei
Diritti dell'Infanzia, in cui - partendo dalle parole di un testo
scritto tre anni fa da un Senatore - si evidenzia la struttura ed
la consistenza del meccanismo che consente l'allontanamento dei
bambini da uno o entrambi i genitori. Non ci stancheremo mai di
ripetere che, pur nelle iniziali buone intenzioni, dietro questo
meccanismo si è andata sviluppando una rete di interessi economici,
politici e di potere - inteso anche come controllo sociale - molto
ramificata e radicata in tutte le istituzioni.
Un modo concreto per aiutare - non solo noi in quanto
associazione - potenzialmente TUTTE le famiglie , è
quello di diffondere quanto più possibile informazione riguardo
tale meccanismo, del richio cui QUALUNQUE famiglia è
soggetta, del pericolo che ne deriva, e del disastro sociale che
determina.
Il meccanismo infatti può attivarsi inaspettatamente nelle più
svariate situazioni:
- quando il/i genitori si rivolgono ai Servizi sociali o
Sanitari per richiedere un sostegno di qualunque natura
(economico, psicologico, socio-sanitario) in favore dei loro
figli, confidando i loro problemi. Tali confidenze possono essere
"interpretate" come disagio dei minori interessati, e
"manipolate" come indice di inidoneità del genitore
medesimo, trasformandosi così in "segnalazioni"
inoltrate al Tribunale Minorile, che agisce di conseguenza senza
necessità di interpellare la parte. Ripetiamo che a fronte
del trinomio Assistenti Sociali-Psicologhe ASL-Tribunali Minorili,
data la prassi vigente, la famiglia non ha alcuna possibilità
di difesa essendo praticamente i loro figli collocati in posizione
di ostaggio;
- quando un genitore - prevalentemente quello affidatario - , in
situazione di sparazione/divorzio conflittuale,
"segnala" pretestuosamente presunti problemi del figlio
derivanti dalla frequentazione o permanenza presso l'altro
genitore, al fine di allontanarlo e spezzarne definitivamente il
legame affettivo;
- quando la "segnalazione" di presunto disagio dei
bambini parte da un vicino di casa o parente o da qualunque altra
persona che ha "conti" da regolare con la famiglia
bersaglio;
- quando la maestra, l'educatrice, il pediatra, il medico del
pronto soccorso, addirittura i medici che assistono la madre in
ospedale per il parto, o chiunque in veste istituzionale ha
contatto diretto con i bambini , "interpreta" - sulla
base di posizioni ideologiche o personalissime convinzioni nei
confronti di quella particolare famiglia - i comportamenti del
loro figlio come sintomi di disagio e/o abuso, oppure i
comportamenti del/i genitore/i come "inidoneii", fornendone
segnalazione ai Servizi Territoriali;
e può colpire chiunque, indipendentemente dal suo status
socio-economico, dalla sua condizione familiare, dallo stile di
vita.
Il "sistema tutela del minore" - costituito da Servizi
Territoriali Socio-Sanitari preposti all'Infanzia e Tribunali Minori
a loro volta strettamente collegati ed intrecciati con Centri
Terapeutici, Centri per Accoglienza Minori, Associazioni per la
Tutela del Minore, tutti finanziati con soldi pubblici - per
alimentare e legittimare se stesso, necessita della materia prima: i
minori dasagiati appunto. Quando non ci sono bisogna inventarli.
In altre parole questo "Sistema", prendendo a
pretesto casi reali la cui prevenzione e soluzione è
totalmente fallimentare, determina o inventa di sana pianta decine
di migliaia di casi "problematici" per poterli poi
gestire. Salvo poi lasciare al loro destino una volta
maggiorenni quei minori strappati alle loro famiglie e
divenuti veramente "disagiati" dopo anni di istituto
- dove il più delle volte subiscono REALI abusi e violenze
senza che si sappia nulla -, o inviati in affido da una famiglia
all'altra come pacchi postali. Taccio, per non dilungarmi
ulteriormente, circa l'avviamento di questi poveri bambini ,
effettivi DESAPARECIDOS, sul mercato delle adozioni.
Mi fermo qui. E ribadisco quanto già detto a Milano: oltre al
sostegno diretto, in termini di orientamento e di supporto
psicologico, che la GESEF fornisce ai genitori direttamente
coinvolti in simili procedure, ritengo altresì essenziale riunire
le forze per diffondere informazione e per smantellare alla base
questa tirannide.
Vincenzo Spavone - Presidente GESEF